La struttura che ospita la Fabbrica della Creatività ha una storia molto antica. L’attuale edificio nasce nella seconda metà del ‘700 sui resti di un convento francescano distrutto dai Francesi.

Verso la fine dell’Ottocento la Manifattura Tabacchi raggiunge la sua piena produttività grazie alla popolarità dei sigari “toscani”, divenendo la prima e principale fabbrica cagliaritana.

All’apice della produttività’, nei suoi vasti locali arrivano a lavorare centinaia di sardi, principalmente donne, costituendo quasi una città nella città, e divenendo il punto focale delle lotte politiche del primo ‘900.

L’attività proseguì nel corso di tutto il Novecento fino agli anni ’90, quando per la Manifattura Tabacchi iniziò un periodo di crisi che portò alla sua chiusura nel 2001. Dopo un contenzioso col governo nazionale, l’edificio è ora di proprietà della Regione Autonoma della Sardegna.

Dell’originale edificio religioso è rimasto il piano terra dell’attuale corpo centrale, con pianta residua inglobata nei fabbricati più recenti. Nel corso degli anni la struttura si è arricchita via via di nuovi edifici come quello delle officine, al centro del cortile quadrangolare, del capannone per il deposito del tabacco e di un fabbricato a tre piani che oggigiorno ospita le aree della Fabbrica della Creatività.

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La struttura che ospita la Fabbrica della Creatività ha una storia molto antica. L’attuale edificio nasce nella seconda metà del ‘700 sui resti di un convento francescano distrutto dai Francesi.

Verso la fine dell’Ottocento la Manifattura Tabacchi raggiunge la sua piena produttività grazie alla popolarità dei sigari “toscani”, divenendo la prima e principale fabbrica cagliaritana.

All’apice della produttività’, nei suoi vasti locali arrivano a lavorare centinaia di sardi, principalmente donne, costituendo quasi una città nella città, e divenendo il punto focale delle lotte politiche del primo ‘900.

L’attività proseguì nel corso di tutto il Novecento fino agli anni ’90, quando per la Manifattura Tabacchi iniziò un periodo di crisi che portò alla sua chiusura nel 2001. Dopo un contenzioso col governo nazionale, l’edificio nel 2006 torna nelle mani della Regione Autonoma della Sardegna che ne avvia i lavori di recupero, conclusi nel 2016, e nello stesso anno incarica Sardegna Ricerche, Agenzia Regionale per la promozione della ricerca, innovazione e sviluppo tecnologico, di dare nuova vita alla struttura.

Dell’originale edificio religioso è rimasto il piano terra dell’attuale corpo centrale, con pianta residua inglobata nei fabbricati più recenti. Nel corso degli anni la struttura si è arricchita via via di nuovi edifici come quello delle officine, al centro del cortile quadrangolare, del capannone per il deposito del tabacco e di un fabbricato a tre piani che oggigiorno ospita le aree della Fabbrica della Creatività.

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